Le Iene (Mediaset)

Un porcone in fuga (Le Iene)

Scheda elaborata da: Carolina Lamberti

Titolo dell’inchiesta: Un porcone in fuga

Link ove reperire l’inchiesta: VIDEO  [su Video.Mediaset.it]

Sede di pubblicazione o trasmissione dell’inchiesta:

Programma TV “Le Iene” (Italia 1)

Giornalista che ha condotto l’inchiesta: Andrea Agresti

Argomento dell’inchiesta: Offerta di lavoro in cambio di prestazioni sessuali

Oggetto dell’inchiesta (riassunto): Il servizio parte con la testimonianza di Sabrina, giovane madre disoccupata che, dopo aver risposto a un annuncio di lavoro come domestica per un grande albergo, riceve proposte di tipo sessuale da parte del futuro datore di lavoro. Inizialmente la donna racconta al giornalista la sua esperienza, sottolineando l’insistenza e l’invadenza dell’uomo che arriva a chiamarla più volte al giorno, scatenando l’ira del marito che interviene chiamando e minacciando il datore di lavoro. La donna, che continua a ricevere chiamate dall’uomo, fingendo il ricovero in ospedale del marito, dichiara al datore di lavoro di essere sola e, di conseguenza, disponibile per un incontro. Sabrina precisa che la condizione per ottenere il contratto di lavoro non è la prestazione sessuale in sé, bensì l’appagamento sessuale del datore di lavoro, il quale chiede alla donna di trovare altre amiche disposte ad accettare l’accordo per un impiego in un centro commerciale. A questo punto, il giornalista delle Iene interviene, con l’aiuto di un’attrice che si finge amica della vittima, contattando l’ipotetico datore di lavoro. Le telefonate tra l’attrice e il datore di lavoro chiariscono, ancora una volta, il legame tra il contratto di lavoro e le prestazioni sessuali. Intanto Sabrina raggiunge l’albergo dove incontra il datore di lavoro e dove, dopo poco, giunge il giornalista nel ruolo del marito furioso. Infine, il giornalista, spogliatosi dei panni del marito, e la vittima si confrontano con il datore di lavoro, sottolineando la bassezza e il carattere truffaldino del suo comportamento.

Data dell’inchiesta (o periodo di svolgimento dell’inchiesta): Anno 2013

Data di pubblicazione dell’inchiesta:20/11/2013

Tecniche investigative (utilizzate nell’inchiesta): Intervista libera; utilizzo di mezzi audiovisivi, come telecamere nascoste e palesi; utilizzo di mezzi di telecomunicazione come telefono cellulare, registrazioni telefoniche; osservazione partecipante; sopralluogo.

Media principale utilizzato (per la diffusione dell’inchiesta): Mezzo televisivo, Internet.

Tecniche espositive (utilizzate nella realizzazione dell’inchiesta): L’inchiesta è stata realizzata con un linguaggio esplicito, lo stesso utilizzato dal datore di lavoro nelle telefonate e nei messaggi verso la vittima. Il giornalista ha un ruolo di primo piano nel servizio, non solo perché interviene per commentare e sottolineare sia gli aspetti più importanti dell’intervista con Sabrina, sia le telefonate effettuate dalla giovane attrice, ma anche per l’irruzione finale come attore.

Annotazioni: Trovo che l’irruzione nella camera d’albergo da parte del giornalista, nei panni del marito rabbioso, sia scenografica e non funzionale alla conclusione dell’inchiesta. Diversamente, un approccio più pacato in veste di giornalista avrebbe, forse, evitato la fuga del soggetto e permesso, perciò, una conversazione dai toni più seri. D’altra parte risulta fondamentale la presenza della donna divenuta oggetto delle attenzioni del datore di lavoro, quale vittima e testimone del comportamento disonesto dell’uomo, nonché l’azione svolta nell’inchiesta dalla giovane attrice, che, nell’interpretare il ruolo di vittima, ha consentito di documentare l’approccio del datore di lavoro, il suo modus operandi, i contenuti delle proposte, il costante tentativo di coinvolgere ulteriori vittime (strumentalizzando a tal fine l’aspirante lavoratrice, a cui si chiedeva di svolgere anche il ruolo di ‘procacciatrice’).

Preti omertosi sulla pedofilia (Le Iene)

Scheda elaborata da: Letizia Pieri

Titolo dell’inchiesta: Preti omertosi sulla pedofilia

Link ove reperire l’inchiesta: (Video non reperibile)

Atri Link utili: Articolo su la Repubblica

Sede di pubblicazione o trasmissione dell’inchiesta (programma TV / Giornale / etc.):

Programma TV “Le Iene”

Giornalista che ha condotto l’inchiesta: Elena Di Cioccio

Argomento dell’inchiesta: I comportamenti dei prelati di fronte a casi di pedofilia perpetuata da colleghi religiosi.

Oggetto dell’inchiesta (riassunto): L’inchiesta proposta da “Le Iene Show” va a riscontrare quale sia la sensibilità, inerente al tema della pedofilia, manifestata dai sacerdoti di alcune modeste parrocchie lombarde. La giornalista, fintasi una madre preoccupata per la condizione del figlio, molestato sessualmente da un parroco, chiedendo ai religiosi interpellati consigli sul da farsi, scopre un generale atteggiamento omertoso e minimizzate. Nessuno dei sacerdoti intervenuti le suggerisce, difatti, di rivolgersi alle forze dell’ordine o alla magistratura, così come nessuno si dimostra risoluto nel ritenere inevitabile l’allontanamento del prelato incriminato del comportamento pedofilo. Come sottolineato dagli autori del programma, i consigli maggiormente elargiti riguardano la condivisione del problema con i superiori religiosi o con i responsabili della circoscrizione vescovile. La reazione messa in atto dai prelati circoscrive il problema unicamente all’interno dell’ambiente episcopale, senza prendere affatto in considerazione la gravità dei risvolti psicologici, sociali, oltre che giuridici che il suddetto fatto può implicare. La redazione della trasmissione ha rivolto molta attenzione anche alle modalità di divulgazione dell’inchiesta rivelata, in considerazione della peculiarità della materia trattata. Il servizio infatti è stato opportunamente “schermato”, onde evitare di mostrare i volti dei sacerdoti coinvolti, così come la voce dei protagonisti è stata debitamente falsata al fine di salvaguardarne la tutela personale. L’inchiesta getta luce su di una scottante problematica nazionale, tanto attuale, così come altrettanto ignorata e sottovalutata per lungo tempo dalla comunità sia laica che religiosa, finché questa inchiesta giornalistica e molte altre che si sono susseguite sul medesimo tema non hanno imposto una reazione sociale ed istituzionale più vigorosa.

Data dell’inchiesta (o periodo di svolgimento dell’inchiesta): Anno 2006

Data di pubblicazione dell’inchiesta: 31 ottobre 2006

Tecniche investigative (utilizzate nell’inchiesta): Le tecniche investigative messe in atto dalla redazione della trasmissione satirica si rifanno ad un giornalismo investigativo corrente ed innovativo; un giornalismo che, oltrepassando gli strumenti canonici di cui solitamente la professione si avalla, getta luce su di una tematica sociale delicata, spesso taciuta, attraverso metodiche diverse, temerarie e talvolta spregiudicate. Tra queste ultime ritroviamo, nello specifico dell’inchiesta perpetrata, l’utilizzo di telecamere e microfoni nascosti, grazie ai quali si è potuto palesare agli occhi dell’opinione pubblica una realtà, quella della pedofilia tra i religiosi, che non si sarebbe potuta documentare e rendere pubblica con altri mezzi. Le testimonianze raccolte e documentate dalle immagini sono state realizzate anche grazie all’ausilio della reporter, la giornalista-attrice Elena Di Cioccio, delegata delle “Iene”, la quale è stata opportunamente inviata dalle possibili fonti sotto mentite spoglie, al fine di ottenere colloqui ed interviste attendibili, mostrando un quadro lineare e realistico a prescindere dalla difficoltosa contingenza espositiva.

Media principale utilizzato (per la diffusione dell’inchiesta): Mezzo televisivo

Tecniche espositive (utilizzate nella realizzazione dell’inchiesta): La redazione della trasmissione satirica “Le Iene Show” ha prestato grande considerazione anche alle modalità di divulgazione dell’inchiesta svelata, a causa della rilevanza sociale e culturale della materia trattata. Il servizio andato in onda, infatti, è stato opportunamente “schermato”, al fine di celare i volti dei sacerdoti coinvolti, così come la voce dei protagonisti è stata debitamente alterata e distorta per poter salvaguardarne la sfera privata. Infine gli autori hanno fatto ricorso all’aggiunta di sottotitoli per far meglio comprendere al pubblico i contenuti dei dialoghi scambiati dai protagonisti del caso.

Annotazioni: L’inchiesta perpetuata da “Le Iene Show”, ottenuta in particolar modo tramite l’utilizzo di telecamere nascoste e di tecniche similari, grazie alla capacità di investigazione compartecipata e temeraria, ha reso evidente il peso e l’utilità pubblica che questo nuovo modo di fare e di gestire il giornalismo d’inchiesta può apportare all’intero apparato sociale. Questo tipo di giornalismo televisivo, anche se maggiormente accostato al genere satirico, ha comunque il merito di offrire al pubblico un servizio informativo che ha portato alla ripresa di tematiche sociali allarmanti (la pedofilia nel mondo del clero), purtroppo, non di rado, sprofondate nel dimenticatoio culturale. La nota trasmissione ha compiuto un salto di qualità, accostandosi ad un fatto di cronaca di tale importanza pubblica, grazie soprattutto alle peculiari modalità d’indagine (camera e microfoni nascosti, interviste ottenute non in qualità di cronisti ma vestendo i panni di soggetti comuni e disinteressati), le quali hanno dimostrato di possedere un autentico valore informativo, portando in superficie una realtà che non si sarebbe potuta svelare altrimenti. Al riguardo, l’indagine in esame risulta davvero emblematica, meritevole di aver mostrato come la pedofilia nella Chiesa Cattolica sia una preoccupazione tangibile e reale, in grado di toccare anche i confini nazionali. E’ quindi d’obbligo un plauso al coraggio della trasmissione televisiva, la quale ha portato avanti un nuovo modo di fare inchiesta. Grazie a questa tipologia innovativa, e molto discussa, di giornalismo investigativo lo show “Le Iene” ha reso noto, in maniera diretta ed autonoma, agli occhi dell’opinione pubblica, come la realtà della pedofilia all’interno delle fila della Chiesa Cattolica, sia una verità diffusa e pericolosamente zittita, a cui solamente ora si sta tentando seriamente di porre rimedio, segno evidente della importante funzione del giornalismo investigativo (non a caso denominato “watchdog”). Questo filone giornalistico, temerario e talvolta spregiudicato, è assurto a principale veicolo d’indagine di tutte quelle realtà sociali contemporanee, sempre più polimorfe e di difficile decifrazione.

Lavoro in cambio di sesso (Le Iene)

Scheda elaborata da: Giusy Mandorino

Titolo dell’inchiesta: Lavoro in cambio di sesso

Link ove reperire l’inchiesta: VIDEO [su Video.Mediaset.it]

Sede di pubblicazione o trasmissione dell’inchiesta:

Programma TV “Le Iene” (Italia 1)

Giornalista che ha condotto l’inchiesta: Angela Rafanelli

Argomento dell’inchiesta: Offerta di lavoro in cambio di prestazioni sessuali.

Oggetto dell’inchiesta (riassunto): L’inchiesta giornalistica prende le mosse dalla segnalazione di una giovane donna che, dopo aver messo degli annunci su Internet per cercare lavoro, viene contattata da un datore di lavoro, che gli offre un posto un contratto di lavoro a condizione che la candidata aderisse alle esplicite richieste di prestazioni sessuali abituali in suo favore. La donna viene intervistata dalla giornalista, che raccoglie il resoconto. Successivamente la donna, alla presenza della giornalista, telefona al datore di lavoro per documentare, a telecamere accese e con telefonata registrata, le reali intenzioni del datore di lavoro e il meccanismo che si cela dietro l’offerta di lavoro. A fronte della continuità delle prestazioni di natura sessuale, il datore di lavoro avrebbe dapprima stipulato con la lavoratrice un contratto di lavoro a tempo determinato, per poi convertirlo, dopo quattro mesi, in contratto di lavoro a tempo indeterminato. L’inchiesta prosegue con l’osservazione partecipante della giornalista che conduce l’inchiesta, la quale, interpretando il ruolo della giovane donna in cerca di lavoro, risponde su Internet all’annuncio relativo all’offerta di lavoro proveniente dal medesimo datore dell’intervistata. Questi la contatta e le dà un appuntamento. Durante l’incontro, ripreso con telecamere nascoste, dopo aver parlato di questioni prettamente attinenti all’attività lavorativa ed alla retribuzione, il datore di lavoro inizia rivela alla nuova «candidata» (la giornalista in azione «sotto copertura»), che, con suo disappunto, altre candidate gli propongono prestazioni sessuali pur di ottenere il posto e che non gli è «mai capitato di fare proposte» del genere (aggiungendo, però: «…se poi mi capita sarà la prima»). Tuttavia, il giorno dopo, la giornalista viene contattata telefonicamente dal medesimo datore di lavoro, il quale richiede esplicitamente prestazioni sessuali in cambio del lavoro offerto, prospettando i vantaggi e la giornalista, nel suo ruolo di candidata, finge di accettare. Riceve insistenti telefonate, tutte documentate con registrazione delle stesse e, al contempo, videoripresa della giornalista impegnata nella conversazione telefonica. Nella fase successiva la giornalista, ancora nel ruolo di candidata, si presenta all’appuntamento, in cui il datore di lavoro esplicita in maniera chiara il collegamento tra offerta di lavoro e richiesta di prestazioni sessuali abituali. Il tutto viene documentato con telecamera nascosta. Infine, l’inchiesta si chiude, sempre a telecamere accese, con l’entrata sulla scena della prima candidata, che ha segnalato il caso, con l’aperta contestazione, da parte delle due donne, del meccanismo di abuso nell’ambito del rapporto di lavoro ed, infine, con il coinvolgimento di un operatore, con telecamera palese, a fronte della quale il datore di lavoro, preannunciando il ricorso alle vie legali, richiede ed ottiene che tutti i presenti escano dalla sede dell’azienda. Infine viene ripreso il momento in cui lo stesso sale in automobile e si allontana, quasi in fuga a fronte delle ulteriori contestazioni. Alla denuncia dell’abuso fa seguito, a conclusione dell’inchiesta, l’ammonimento della giornalista alle candidate in cerca di lavoro, esortandole, pur in un periodo di profonda crisi economica come quello che stiamo attraversando, a non subire il processo di vittimizzazione descritto nell’inchiesta, ma a denunciarlo immediatamente gli abusi.

Data dell’inchiesta (o periodo di svolgimento dell’inchiesta):

Quattro giorni circa, per la sola fase operativa. Durata televisiva: 10:17 minuti.

Data di pubblicazione dell’inchiesta: 15/09/2010

Tecniche investigative (utilizzate nell’inchiesta): Utilizzo di mezzi audiovisivi, come telecamere nascoste e palesi; utilizzo di mezzi di telecomunicazione come telefono cellulare, pc, Internet; registrazioni telefoniche; sopralluogo; osservazione partecipante; intervista libera; colloquio informale; approccio biografico di una parte rilevante della vita da parte dell’intervistata; attività tipiche (dichiarazioni dell’indagato, raccolta di testimonianze); attività atipiche (acquisizione di informazioni da persone informate sui fatti).

Media principale utilizzato (per la diffusione dell’inchiesta): Mezzo televisivo

Tecniche espositive (utilizzate nella realizzazione dell’inchiesta): La giornalista introduce l’argomento e, dopo aver intervistato la giovane oggetto di molestie sessuali da parte del datore di lavoro, lancia e commenta il video dallo studio. L’inchiesta è stata svolta garantendo il totale anonimato dei soggetti coinvolti, sia come abusante che come vittima. Importante è la presenza dei sottotitoli quando la qualità audio non è ottimale. Da notare il linguaggio “colorito” usato per descrivere l’abusante, soprattutto nel momento del disvelamento e della contestazione dell’abuso. Il punto di forza dell’inchiesta è rappresentato dalla videocamera, la quale colpisce direttamente l’interesse e l’attenzione del telespettatore. Ciò permette di ‘essere sul campo’, rende partecipi coloro che guardano l’inchiesta in televisione, quasi come se fossero sul luogo. Un’ulteriore tecnica espositiva molto efficace è riassunto e commento del giornalista che, riprendendo gli argomenti trattati e sintetizzandoli, permette una comprensione pressoché totale.

Annotazioni: Di grande efficacia sono state l’osservazione partecipante e la telecamera nascosta, nonché le registrazioni delle telefonate per documentare i colloqui senza far perdere la spontaneità all’interazione. Inoltre, la presenza di sottotitoli rende comprensibili anche i dialoghi con qualità audio non ottimale. L’inchiesta si apprezza perché mette in luce non solo l’abuso a sfondo sessuale nel contesto lavorativo, ma anche le tecniche di approccio dell’abusante, ossia il modus operandi (viene utilizzato un protocollo standard, dal contatto all’abuso, che passa per i seguenti step: selezione tramite Internet; prospettazione concreta dell’effettiva possibilità di instaurazione del rapporto di lavoro; dichiarazione di affinità in base ai segni zodiacali; prospettazione di offerte, a sfondo sessuale, da parte di candidate concorrenti disposte ad avere rapporti sessuali abituali pur di ottenere il posto di lavoro; proposta esplicita con richiesta di prestazioni sessuali in cambio del posto di lavoro e di altri vantaggi economici); nonché i contenuti della negoziazione che viene proposta (le prestazioni sessuali richieste devono essere abituali; i vantaggi in sede lavorativa che vengono prospettati sono: instaurazione del rapporto di lavoro a tempo determinato con conversione a tempo indeterminato; eliminazione o riduzione del periodo di prova; provvigioni più elevate; e così via). Di grande pregio, oltre all’azione di denuncia e di documentazione del fenomeno, è anche l’azione di ammonimento nei confronti delle vittime, che vengono esortate a non assoggettarsi all’abuso ed al conseguente processo di vittimizzazione, ma a denunciarlo con forza.